Editoria Digitale

AdBlock come funziona, qualche numero e le possibili soluzioni.

I modelli di business, nonstante l’era del digitale, sono sempre gli stessi: vendere per trarne profitto. Da questa inevitabile legge, sono incappati anche gli editori digitali che in questi giorni stanno facendo i conti con il diffondersi di sistemi di AdBlok.

Cosa sono gli AdBlock?

Si tratta di piccoli software (Addon) che si possono installare sul proprio brower sia desktop che mobile, e hanno la funzione di impedire il caricamento dei banner pubblicitari presenti sui siti web. Cercando di tranquillizzare fin dove possibile gli editori ma anche e sopratutto gli Advertiser (quelli che pagano per mostare la loro pubblicità sui siti) che questi AdBlock non permettono la chiamata agli Ad-Server, quindi non vengono conteggiate le Impression di questi utenti. (Maggiori info sono state pubblicate in un White Paper da IAB)

Certo, in parte dobbiamo dire che questo proliferarsi degli utenti che utilizzano gli AdBlock è dovuto in parte ad una sovraesposizione e massacrante presenza di pubblicità all’interno di molti siti. In pratica è stata una forma di difesa da parte degli utenti. Ma dall’altra dobbiamo considerare che per molti editori, il modello di business si basa sulle impressioni che riescono a vendere ai Centri Media o agli Advertiser in generale e scegliere di non far generare ricavi agli editori, è in parte una cattiveria.

Si, cattiveria, perchè una falsa idea afferma che il web è gratis, ma se quel contenuto lo vogliamo leggere, qualcuno lo ha scritto ed è giusto che se utile, venga remunerato.

L’informazione si paga e quando non capiamo cosa si sta pagando, è bene sapere che il prodotto in vendita in quel caso siamo noi.  (pensate a Whatsapp che ora è gratis, i dati di conversazione e di  utilizzo vengono usati da Facebook per profilare le pubblicità che rivende agli inserzionisti).

Qualche numero sugli AdBlock?

Con MovingUp – l’azienda con cui collaboro – seguiamo diversi editori che hanno inevitabilmente come modello di business anche quello della rivendita pubblicitaria dei propri spazi , quello che segue è il dato di uno dei nostri clienti più piccoli ma con un profilo molto generalista. Sono intervenuto su Google Analytics per creare una dimensione che mi mostrasse il numero degli  utenti che utilizzano qualche AdBlock e il dato è decisamente interessante. (Volete sapere come implementare anche voi una Custom Dimension per rilevare i vostri visitatori che utilizzano AdBlock? Qui c’è l’ottima guida all’implementazione su Google Analytics di Avinash Kaushik).

Adblock - Monitoraggio due giorni

Adblock Screen 1 – Monitoraggio due giorni

Adblock 2 - Monitoraggio due giorni

Adblock 2 – Monitoraggio due giorni

Dai dati scopriamo che 1294 utenti su quasi dodicimila, utilizzando AdBlock e che quasi il 14% delle Pageview totali del sito, non hanno generato revenue per gli editori. Se il dato dovesse incrementarsi ulteriormente, significa una perdita economica decisamente importante.

Hai letto questo articolo?   Lo IAB Forum e il circo del Digital Adv italiano.

Le soluzioni agli AdBlock?

Tra le inevitabili soluzioni agli utenti che utilizzando gli AdBlock, credo che sia il caso di segnalarne almeno due che ritengo le più interessanti.

    • La soluzione usata ad Salvatore Aranzulla: avvertire i propri lettori di disabilitare AdBlock sul suo sito, altrimenti ne blocca la fruizione.

Aranzulla Alert

In questo modo, Aranzulla, chiede ai propri lettori di disabilitare AdBlock sul proprio sito per poter leggere il contenuto. In un post su Facebook, il buon Salvatore, ha affermato che così facendo è riuscito a riprendere circa 200€ giornalieri dagli utenti che prima bloccavano i suoi banner. Se usate Google Adsense e volete implementare la stessa strategia di Salvatore Aranzulla, qui c’è una guida facile per realizzare un messaggio da mostrare ai soli lettori con AdBlock.

  • Native Advertising: Il libro dell’amico Claudio Vaccaro, racconta di questa modalità di Advertising che potrei definire sommariamente come la possibilità di creare contenuti editoriali che hanno all’interno elementi tipicamente Advertising. Per avere una panoramica completa sul Native Advertising, vi consiglio di leggere il suo libro: Native advertising. uscito in questi giorni, per capire come usare il Native Advertising come elemento di integrazione al proprio modello di business in caso di progetti editoriali online.
    Native Advertising di Claudio Vaccaro

    Native Advertising di Claudio Vaccaro

Personalmente ritengo che il metodo migliore si quello di integrare e diversificare le possibilità di revenue, adottando soluzioni che permettano di trarre il maggiore profitto per gli editori senza compromettere il rapporto con i propri lettori.

Alessandro Giagnoli
Digital Marketing Expert da oltre dieci anni. Sono il Web Project Manager per MovingUp Srl. Sono docente e relatore per eventi sulle tematiche legate al Web Marketing.
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