socialPer un cliente sto elaborando una piccola guida su “Come fare business sui Social Network“, in attesa che mi arrivi il lavoro di Luca Conti su questo moderno problema, Alle ti scrivo qui.

Partiamo da un presupposto, i Social Network li popolano e li vivono gli utenti, e utenti non significa acquirenti o clienti.

Al massimo solo potenziali clienti e potenziali acquirenti.

Ho visto molte aziende, tra cui quella in cui ho lavorato fin’ora che li usano come eco, ovvero, rilanciando sterili copia e incolla articoli e pagine presenti sul proprio sito. Così, quasi a “casaccio”, lanciano quel link sperando che cosa? Che qualcuno clicchi sul titolo per giungere alla pagina? Ok, hai acquisito una visualizzazione, forse, e poi?

No, non ci siamo, usare in questo modo i Social Network per una azienda, è solo un altro modo di fare rumors e non business.

Bisogna capire che le specificità di ogni strumento sociale (prendiamo solamente come riferimento per ora Facebook e Twitter) vanno comprese, adattate alle proprie dipendenze e testate.

Twitter.

Ad esempio, l’ATAC (Azienda dei trasporti di Roma) ha un account Twitter dove gli utenti possono chiedere informazioni sulle tratte, il traffico, ecc. ecc. Ad esempio:

@io: scusa, sono a Trastevere e devo arrivare sulla Flaminia, ma sò che forse c’è l’orario ridotto per via del periodo estivo, sai aiutarmi?

@Atac: non ci sono problemi legati al periodo estivo, gli autisti sono tutti ottimizzati per sopperire alla momentanea carenza di personale per via delle meritate vacanze. Prendi il 280 da Viale Trastevere e arrivi a P.zza Mancini, da li prendi il 200 e sei sulla Via Flaminia.

Cosa ha fatto in questo modo l’Atac? Ha offerto un servizio utile usando uno strumento sociale, in questo caso Twitter.

Il mio cliente produce Lampadari Veneziani, come potrebbe utilizzare quindi Twitter?

Intanto partiamo da un presupposto, che è alla base del Marketing, ovvero domandarsi chi è il proprio Target.
I lampadari veneziani, possono far gola a molti, ma se dobbiamo scegliere un target di riferimento l’ideale sarebbero ad esempio gli albergatori, gli arredatori, i designer d’interni. Tutte categorie professionali che hanno a che fare con ciò che io produco bene e voglio far conoscere al meglio.

Ed ecco che quindi, la cosa da fare è:

1. Individuare subito i propri clienti che hanno un account Twitter, magari usando i contatti mail e chiedere loro di comunicare l’account.

2. Una volta aggiunti i vecchi clienti, si entra in contatto con i loro contatti.

3. E’ probabile che un arredatore d’interni abbia tra i suoi contatti altri arredatori o professionisti di questo campo che  possono essere interessati a ciò che l’azienda produce.

Ora, cosa abbiamo fatto? Non abbiamo mandato neanche mezzo link su Twitter ma abbiamo le basi per costruire una serie di rapporti, veicolati da Twitter, per comunicare con potenziali clienti e non solo.

Dico non solo perchè la comunicazione è bidirezionale certo, ma chi l’ha detto che l’attore principale debba essere l’azienda? Immaginiamo una “twitterata” di questo tipo.

@cliente: Salve, ho un problema, vorrei trovare il modo di adattare un attacco di tipo XXY in un attacco di tipo XYX.

@azienda: Non è facile, però si potrebbe provare in questo o in quest’altro modo. Noi non li abbiamo al momento, possiamo provare a organizzarci per trovare una soluzione.

@cliente: Ma è urgente.

@azienda: Vediamo subito che cosa si puà fare, guardi la foto a questa pagina per vedere se può andar bene.

Ovvio, questo è un esempio da chi poco si intende di questo mestiere, ma era per dimostrare che non bisogna pensare a Twitter come un luogo dove riempire i propri profili di link ai propri siti o autopromozioni, ma come un dialogo costruttivo valido sia per il Brand Reputation della propria azienda, sia per la possibilità di acquisire clienti in maniera “sociale”, ovvero, “umana”.

Ad esempio, per la mia vecchia azienda, avevo proprosto diversi account twitter per i servizi che hanno innata la comunicazione con clienti. Come quello dell’assistenza. Come? Ecco un esempio di fantasia:

@clientedipadova: salve, abbiamo un problema con un vostro server. non riceve da ieri pomeriggio.

@azienda: salve, abbiamo avuto diverse segnalazioni da Padova per via del maltempo che deve aver deviato qualche parabola. Le invio subito l’assistenza.

Questa semplice comunicazione, con i mezzi attuali prevede diversi step, con due semplici “twitterate”, avremo risparmiato tempo e avremmo dato un approccio umano che spesso manca nelle comunicazioni lavorative.

Tornando al mio cliente, potremmo ipotizzare diversi account Twitter per le specifiche competenze:

1.@ C0mmerciale.

2.@Assistenza.

3.@Design.

I diversi account, li dovremo studiare insieme.

Dopo Twitter, passiamo a Facebook.

Facebook è decisamente diverso da Twitter, ha peculiarità che gli danno un effetto a più dimensioni.

La prima cosa da fare è creare un profilo pubblico aziendale, caricare i propri album delle foto dei prodotti realizzati, catalogarli per genere, inserire le descrizioni ecc. ecc. Insomma arricchire il profilo per dargli i contenuti necessari per dimostrare una professionalità che certo non manca al mio cliente.

Successivamente, stabilire i contatti, usando lo stesso mezzo precedente, ovvero cercare i propri clienti con un profilo su Facebook. Una volta stabilito il contatto, ricordatevi che quello che scriverete sulle bacheche sarà sempre un biglietto da visita della vostra azienda.

* tralascio volutamente le campagne pubblicitarie su Facebook, ne riparleremo un’altra volta.

Una volta stabilite le prime relazioni, Facebook permette di diffondere e condividere le informazioni. Quindi, ad esempio si può viralizzare un video dell’azienda, si può indicare un un link del proprio sito in cui c’è una particolare promozione, riservarla ad utenti di Facebook, segnalare un evento importante per la categoria. Se io che sono un Architetto vedo che mi hai segnalato una promozione per alcuni lampadari probabilmente lo condividerò con i miei contatti che si occupano della stessa cosa, sviluppando un passaparola con una spesa iniziale minima.

<fine prima parte>

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Chi sono

Mi chiamo Alessandro Gignoli, vivo a Roma, sono sposato e ho due magnifici figli. Mi occupo di Web da oltre dieci anni, come dipendente prima per diverse aziende (Tim Telecom Italia Mobile, Eriksson S.p.a., RDS Radio Dimensione Suono S.p.a., Enel S.p.a., Adnkronos, ecc. ecc.) poi ho intrapreso la libera professione per poter lavorare meglio sugli aspetti che più mi interessavano. Collaboro con il network di ISayBlog! ricoprendo il ruolo di Seo Specialist. Mi occupo inoltre di campagne Web Marketing e Web Product Manager per diverse aziende italiane, sono un moderatore del Forum GT e la blogosfera è un habitat fecondo per i miei interessi.

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