Sponsorizzare un blog per un nuovo modello pubblicitario on line.
Ultimamente, diciamo da dopo lo IAB, si sono rafforzate nelle blogosfera le discussioni sui nuovo modelli pubblicitari. Ho vissuto l’esperienza di un grande portale di informazioni che cercava disperatamente di tirare su più soldi possibili dalla pubblicità adsense e da partenership di grandi agenzie pubblicitarie. Risultato? Mancanza di nozioni di base e banner completamente decontestualizzati rispetto ai contenuti delle pagine.
Adsense è diventato il maggiore servizio di compravendita di pubblicità on line perchè FUNZIONA e non solo perchè è di Google. Si basa su una ovvietà a pensarci bene, ovvero ti mette le inserizioni pubblicitarie a tema con la pagina nel quale vengono visualizzate le campagne. Ad un investitore consente di scegliere le chiavi e i siti che già di loro targhettizzano l’utenza.
Questo è tutto molto bello e chiaro, ma un’azienda può fare solo questo on line a livello di banner o di annunci? Io non credo, ed anzi, penso che una importante novità arriverà dalla sponsorizzazione di interi contenitori.
Abbiamo visto l’esempio “a tempo” del lancio della nuova Lancia Delta che ha praticamente sponsorizzato per intero le pagine del Corriere della Sera. Ok, a mio parere un fallimento perchpè sparare sulla massa penso che sia ormai un pratica abbastanza controproducente e con un ROI veramente disastroso. Ma esempi più interessanti sono quelli di Pokermondiale.com, sponsorizzato dalla famosa NiceHand. Oppure il blog Ecologiae.com sponsorizzato da Sony Eco.
Le aziende in questo caso investono in un tema e in un progetto già sviluppato e, fondamentale, in un blog con tutte le dinamiche comunicative che esso comporta.
La sponsorizzazione di interi contenitori è a mio parere un ottimo modo per fare pubblicità on line, i motivi fondamentali sono tre:
1. Estrema targhetizzazione dell’utenza.
2. Costi di gestione pressocchè nulli.
3. Nessuna tattica di PR che potrebbe essere intercettata dai consumatori come un “comando e controllo“.
Ipoteticamente basterebbe che un’azienda individui nella blogosfera elementi validi a cui proporre una sponsorizzazione, stipulare un contratto e il gioco è fatto. Si lega il proprio nome all’indipendenza e alla competenza di un contenitore/blogger a cui si affida parte della propria immagine.
Questa dinamica non deve poi far temere l’azienda, delegare altri alla propria immagine potrebbe essere rischioso, ma qui entra in gioco un fattore che è decisamente molto 2.0 ovvero la comunicazione umana e personale con il proprio pubblico di riferimento. Fidarsi di un blogger o di un contenitore, significa che si è consci dell’importanza relazionale che caratterizza il nuovo Web, che si è disposti a mollare il “comando e controllo” per una più vera comunicazione. E non devo certo ricordarlo io che dove c’è conversazione c’è mercato. ( 1a tesi del Cluetrain Manifesto)
Su come “individuare” un blog valido ed efficace per il proprio obiettivo, rimando a un prossimo post o “offro consulenze”.