A Roma, chi si occupa di fotografia conosce senza dubbio il marchio Sabatini. Con un certo imbarazzo per loro, questa mattina cercando un obiettivo per la mia Canon, scopro che hanno fatto scadere il loro dominio: www.sabatini.ws
Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti. Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto… vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto. Mai visto. Se ti chiedessi sulle donne probabilmente mi faresti un compendio delle tue preferenze. Potrai perfino aver scopato qualche volta. Ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felice. Sei uno tosto, e se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia: “ancora una volta sulla breccia, cari amici?” Ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile. Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla Terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d’ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine “Orario delle visite” non si applica a te. Non sai cos’è la vera perdita, perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso. Dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé. Vedo un bulletto che si caga sotto per la paura; ma sei un genio Will, chi lo nega questo? Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo, ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo. Sei orfano giusto? Credi che io riesca ad inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei… perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa? Non c’è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei… allora la cosa mi affascina, ci sto. Ma tu non vuoi farlo, vero campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. A te la mossa, capo.
Video e testo tratto da “Will Hunting – Genio Ribelle”.
Se qualcuno trovasse un collegamento all’imperativo “Di chi sei!”, con il Cluetrain Manifesto, sappia che era proprio la mia intenzione.
Un’azienda mi ha appena commissionato una lezione sui Social Network. Ho cominciato a preparare le slide, case study e quant’altro sia necessario per far comprendere con semplicità e chiarezza come i Social Network possono far parte di un strategia aziendale.
Nel caso particolare commissionatomi, si tratta di un’azienda che vuole fare Brand, in un settore di cui è già leader, ma vuole incrementare il proprio profilo attraverso l’uso adatto dei Social Network.
Fortunatamente e per una visione intelligente del responsabile dell’azienda, dovrò formare due persone, la prima fa parte dell’Ufficio Stampa, mentre la seconda figura è proprio relativa ai nuovi media. Non sempre si trovano aziende che investono sulla formazione di personale specifico per la gestione del Web 2.0, un addetto ai Social Media.