Search Marketing

Perchè uso Nidoma anche per fare Seo.

Questa è un post che fa parte di un testo più articolato che sto cercando di scrivere da un pò per rilasciarlo come ebook, ma ritengo che solo questa segnalazione possa far venire un pò di voglie a quei SEO un pò borderline che cercano sempre strategie seo alternative a quelle più classiche, per posizionare i propri siti o quelli dei clienti.

In questo post voglio raccontare perchè e come uso Nidoma. Ma prima di tutto: cosa è Nidoma?
Si tratta di un servizio web che permette di trovare dei domini in pending delete, ovvero che sono stati lasciati scadere e quindi possono essere ri-registrati da altri proprietari.
Ma oltre alla semplice segnalazione, offre la possibilità di effettuare un backorder, ovvero prenotazione pre-scadenza e non si può immaginare quanto sia necessario un servizio di backorder per alcuni domini di una certa importanza. (ho visto ri-registazioni avvenute a pochissimi secondi dal momento della scadenza, cose da bot automatizzati tipo neutrino del Cern).

Non bastasse permette anche gestire degli alert per i domini che contengono key che riteniamo utili per i nostri scopi.

 

Come funziona la Seo con i domini scaduti?

Una volta individuato il dominio che ci interessa, possiamo procedere al backorder e se riusciamo ad aggiudicarcelo, sarà sufficiente trasferirlo ad un buon hosting e gestire il dominio come vogliamo e come più opportuno. Ad esempio facendo attenzione alle pagine precedentemente presenti e che ricevevano backlink di qualità. In questo caso possiamo procedere creando le stesse pagine con i contenuti più opportuni e tematici al progetto/link ricevuti oppure gestire con cura eventuali reindirizzamenti 301.

Usare questi domini per creare siti di “spinta” o il famoso PBN (Privae Blog Network)

In questo modo invece che andare in giro ad elemosinare link, posso crearmi un network in base alle esigenze di siti tematici, con buon trust – anche un dominio scaduto mantiene il proprio trust una volte riregistrato, sempre che però i backlink non vengano rimossi -.

 

Alessandro Giagnoli

Digital Marketing Expert da oltre dieci anni. Sono il Web Project Manager per MovingUp Srl. Sono docente e relatore per eventi sulle tematiche legate al Web Marketing.

6 Comments
  • Carlo Mar 16,2013 at 17:58

    Scusa la domanda, hai detto che usi i domini a volte per creare un network, ma come fai con l’indirizzo ip e con l’intestatario che poi risultano identici al sito da spingere?

    • Alessandro Giagnoli Mar 22,2013 at 11:24

      Ciao Carlo,
      le accortezze possono essere diverse, indirizzi ip diversi, registrant diversi e account google diversi. Solamente negl’ultimi tempi, devo ammettere, che questa scelta di disperdere le traccie è diventata abbastanza necessaria.

      • Nicola Boschetti Giu 26,2013 at 8:31

        Ciao Alessandro, post interessante, grazie.
        Riprendo un attimo il discorso del “disperdere le tracce” (footprints) per chiederti (se non ti secca la domanda) come gestisci le identità sui vari domini. Come sai se da un lato sui .COM non è difficile creare delle “fake identity” sui domini .IT invece – in teoria – ciò non dovrebbe essere possibile… o sbaglio?

  • Davide Ott 13,2012 at 15:10

    Ti consiglio anche http://www.domaindirect.it che assieme a Nidoma sono quelli che riescono ad accaparrasi i domini migliori in Italia.

  • Fabio Ott 9,2012 at 13:09

    Ciao Alessandro,

    analizzando il profilo di backlinks di alcuni siti con PR elevato ho scoperto che se lo sono costruiti (anche) acquistando domini tematici scaduti per poi impostare un redirect 301 sul sito da spingere a livello SEO. Questo con il chiaro intento di acquisirne la link popularity. Un po borderline, non c’è dubbio, ma vedo che in alcuni casi ha funzionato alla grande. Tu cosa ne pensi?

    Fabio

    • Alessandro Giagnoli Ott 13,2012 at 15:33

      Penso che hanno funzionanto molto bene, ma proprio in questo periodo l’attenzione rivolta da Google ai domini exact-match può comprometterne in parte l’efficacia. In fondo con un redirect 301 tutti i link (e quindi trust verso il dominio) vanno a vantaggio del dominio beneficiario del redirect. Solitamente si fa un 301 oppure si crea un minisito, possibilmente tematico con i link in ingresso e si far linkbuilding verso il sito da spingere sempre se tematico (se non lo è lo si fa diventare con accorgimenti “semantici”).

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