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Wordpress

50 temi per WordPress da perderci la testa.

I temi per WordPress sono veramente infiniti, ce ne sono di tutti i gusti e per tutte le esigenze. Ritengo sempre di più che WordPress in silenzio sia diventanto essenziale per il Web quanto Google o quanto i Social Network.

In questi giorni sto attendendo alcuni progetti che ho richiesto ad un mio grafico di fiducia, per la realizzazione del nuovo tema per il mio blog, girovagando in rete ho trovato questi che non sono niente male.

Avete altri temi da consigliarmi per prendere come spunto?

Jason Gray Music

The Pixel Blog

Sushi & Robots

WorkAwesome

One by Four

Jason Santa Maria

Dustin Curtis

Jack Cheng

New to York

31three

Abduzeedo

iA

Darren Hoyt

Point & Anchor

Trent Walton

Tumble

Fudge

UX Booth

daus.trala.la

Design Intellection

Biggest Apple

árbol textual

Helium Workx

Argee

Stripturnhout.be

Mark Boulton

This is a working library

LaMalla.cl (Chile)

Contrast

Demain J’arrête (France)

Fran Fernández

Stéréosuper (France)

Music City Unsigned

Tal & Acacia

Denis Chandler’s Blog (Another Blog About Stuff)

Mulletized

M1K3

Mark Forrester

Jord & Chan

Cog’Nition

JonahL

Marcel Müller blog

TrippingWords

The Swish Life Magazine

mesonprojekt

DesignCritique

Manuel Romero

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Interviste

I cambiamenti del Web secondo il CEO di Google, Eric Schmidt.

Durante il Symposium ITxpo Orlando Challenge, il CEO di Google, Eric Schimdt ha delinato i maggiori cambiamenti che Google prevede da qui ai prossimi cinque anni. Stiamo parlando quindi, di come Google sta immaginando il futuro.
Tra i temi toccati nell’intervento c’è stato quello che ha solamente anticipato Google Social Search, ovvero, classificare in tempo reale i contenuti degli utenti.

Ecco i punti salienti di come Google si immagina il prossimo futuro:

1. Fra cinque anni da oggi Internet sarà dominato dai contenuti in lingua cinese.
2. Gli adolescenti di oggi sono il modello di come la rete funzionerà fra cinque anni, saltano da applicazione ad applicazione, da sito a sito, senza soluzione di continuità.
3. I computer saranno in grado di eseguire operazioni di gran lunga più evolute di quelle che al momento possono compiere.
4. Fra cinque anni ci sarà un banda larga ben al di sopra di 100MB in termini di prestazioni – e le distinzioni di distribuzione dei contenuti tra TV, radio e web non esisteranno più.
5. “Stiamo iniziando a far soldi con Youtube”, il contenuto si sposterà più verso il video.
6. “Le informazioni in tempo reale sono altrettanto preziose come tutte le altre informazioni e vogliamo includere nei risultati di ricerca.”
7. Ci sono molte aziende al di là di Twitter e Facebook che stanno investendo e lavorando nel “tempo reale”.
8. “Siamo in grado di indicizzare informazioni in real-time, ma come facciamo a classificarle?”
9. E ‘a causa di questo passaggio fondamentale verso la user-generated content che le persone ascoltano di più altre persone, oltre alle fonti tradizionali. Imparare a classificare questi contenuti “è la grande sfida del secolo”. Schmidt ritiene che Google sarà presto in grado di risolvere questo quesito.

Cosa accadrà nel web fra cinque anni?

Ecco il video delle dichiarazioni di Schimdt:



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Interviste

Web Marketing per il turismo: intervista a Antonio Maresca.

Il Web Marketing del settore Turistico sta vivendo un momento di grandi cambiamenti, nuove opportunità legate ai cambiamenti sociali e tecnologici, stanno portando una ventata di entusiasmo per alcuni, di timore per altri.

Gli operatori del settore turistico sono pronti al nuovo processo di “alfabetizzazione” web necessario per una proficua presenza sul web? Ecco allora alcune domande che ho posto ad Antonio Maresca, uno dei migliori consulenti Web per il settore turistico in Italia.



1. Da quanto tempo ti occupi di Web Marketing del settore turistico? Come era l’inizio dell’attività e l’approccio con i clienti?

Mi occupo di Turismo on line da circa 12 anni. I primi anni in qualità di fornitore di soli servizi web e dal 2001 anche in qualità di consulente e formatore. L’approccio con gli albergatori è sempre stato “difficoltoso”. In qualità di consulenti, siamo sempre in anticipo, purtroppo, sulle presunte esigenze degli operatori turistici. Gli albergatori non riescono ad accettare che non esistono soluzioni chiavi in mano da acquistare. Purtroppo il web necessita di tempo ed applicazione per capirne le dinamiche, tempo che gli albergatori dicono di non avere. Oggi, però, vedo incoraggianti segnali di attenzione e, sempre più spesso, operatori attenti e consapevoli.

2. Strutture turistiche e Web, oggi sembra ovvia la necessità del web per il business di una strutura turistica, ma prima? Hai aneddoti su albergatori o cose strane che avevano in mente che vuoi raccontarci?

Il web è stato sempre importante per le strutture turistiche. Fino a 6-7 anni fa gli albergatori erano convinti che il sito fosse come il fax degli anni 90. Bisognava averlo. Ho conosciuto strutture che hanno costruito solide rendite grazie alla “precoce” presenza sul web. Non ho particolari aneddoti ma posso evidenziarti che nei primi anni del 2000 il sito web era ritenuto, dagli albergatori poco lungimiranti (quasi tutti), quasi un problema nella gestione dei rapporti con gli operatori tradizionali. “Non mettere i prezzi altrimenti vado in difficoltà con quell’operatore” e ancora “togli il form di contatti, meglio che mi chiamino così gestisco meglio prezzo e prenotazione”. Insomma, scarsa percezione delle potenzialità del mezzo che veniva visto come secondario e subalterno ai tradizionali canali di vendita.

3. Qual’è oggi la difficoltà maggiore per una struttura turistica nel rapportarsi proficuamente al Web?

Stiamo vivendo una fase di grossi cambiamenti. La diffcoltà maggiore è proprio questa. Un albergatore mi diceva:”ma come, ora che ho capito l’importanza del posizionamento, tu mi parli di Social Network?”. Ecco, come ti dicevo nella prima risposta, il problema dei consulenti è quello di essere sempre in anticipo sull’esigenze percepite dagli albergatori. Questa è la loro maggiore difficoltà, riuscire a rimanere al passo con l’evoluzione del web.

4. La recente dichiarazione di Choice Hotel e il suo non-rinnovo del contratto con Expedia e il possibile accodarsi di altri player del settore, secondo te, può aprire scenari nuovi sul possibile incontro tra domanda e offerta del settore turistico che non siano dominati da forti concentratori come Booking, Venere o Expedia stessa?

Nel breve medio periodo non credo ci saranno grossi cambiamenti nel rapporto tra gli intermediari on line e gli albergatori. Se questi ultimi dovessero capire che i rapporti possono essere più equilibrati e nel contempo i portali di prenotazione non si adegueranno alle nuove dinamiche del web, probabilmente, nel medio lungo periodo lo scenario sarà diverso. Di una cosa sono sicuro. Tutte le strade favoriscono il rapporto diretto tra struttura e turista. Bisogna, però, che gli albergatori capiscano oggi cosa potrebbe accadere domani.

5. Sei molto attivo sui Social, quale social e utilizzo di esso, ritieni che sia di maggior efficacia per la promozione di un struttura turistica? Hai un case study da raccontarci?

Prima parlavo di lungimiranza da parte degli albergatori. Oggi si gioca la partita commerciale dei prossimi 5-10 anni. L’albergatore attento non deve porsi l’obiettivo di frequentare i Social Network per un immediato ritorno…che, tranne rari casi, non c’è! Oggi bisogna capire le dinamiche dei nuovi canali sociali per poter poi capitalizzare questa esperienza nel prossimo futuro. Per non sfuggire del tutto alla tua domanda direi: profilo aziendale su Fb, canale su youtube (con contributi sia aziendali che forniti dagli stessi ospiti), in una prima fase per poi attivare un account twitter ed un corporate blog che tratti della destinazione e della vita “vera” dell’albergo con un linguaggio diretto e meno formale.

6. Hai recentemente lanciato un servizio chiamato “Web Marketing a domicilio”, vuoi parlarci di come è nata l’idea, quali sono i temi che vuoi portare in giro per l’Italia per formare i tuoi clienti?

Il tallone di Achille degli operatori turistici risiede nella scarsa attitudine a formarsi. La formazione è sempre stata un’opzione scomoda, impegnativa e costosa. Seminario a Domicilio nasce per togliere ogni alibi all’albergatore. Il docente viene a casa tua, il costo è inferiore, a conti fatti, ad una partecipazione fuori sede, il programma è personalizzato e tagliato sulle specifiche esigenze…non vedo controindicazioni.

Mi chiedi dei temi che vorrei portare in giro. Direi che vorrei trasferire una diversa filosofia di approccio al settore. Il web, nell’immaginario dell’albergatore superficiale, è il canale attraverso il quale con poco sforzo, anche economico, si possono ottenere grossi risultati. Non è così e questa mentalità si cambia partendo proprio da un’adeguata formazione.

7. Sei di Sorrento e li il turismo è un business storico e fa parte della cultura locale. Ma cosa consiglieresti per quelle strutture di accoglienza che non godono di una location importante e di massa, ma magari interessante in altri modi? Secondo te in Italia, manca una valorizzazione del territorio che aprirebbe nuovi scenari di business turistico?

Sicuramente la tradizione turistica di Sorrento aiuta le strutture presenti in questo territorio rispetto a quanti non possono “sfruttare” il nome di una località affermata nel panorama turistico. Io dico che quando c’è creatività, voglia genuina di ospitare, risorse territoriali, strutture accoglienti, insomma un motivo valido per far spostare le persone c’è sempre la possibilità di vendere una camera. Il problema è proprio quello che evidenzi tu. In questo paese non c’è una sana e progettuale politica di marketing territoriale. E’inutile che parliamo di web marketing turistico se il macro scenario di riferimento sul piano della promozione e della programmazione è un pianto!

8. Il portale Italia.it a suo tempo fece storcere il naso agli addetti ai lavori, il nuovo portale non mi sembra che abbia sistemato le cose.
Che tipo di approccio pensi o hai avuto modo di avere con le pubbliche amministrazioni in tema turistico, in quanto sono anche loro beneficiarie di un sistema turistico efficiente.

Riprendo il discorso relativo alla domanda precedente. Il caso Italia.it è emblematico dell’approccio al Turismo on line che hanno le amministrazioni e gli enti di promozione turistica.

Purtroppo, tranne in rari casi, vedi l’esempio del Trentino, non esistono progetti integrati, non c’è programmazione, non si conoscono le potenzialità del canale internet.

Faccio il consulente per alcune realtà territoriali che dovrebbero fare promozione. Beh se devi fare uno spot televisivo, cartaccia da mandare in giro inutilmente, pubblicità su riviste che leggono solo gli editori ed i redattori,  i soldi da qualche parte escono. Per il web nulla, ma ti dico nemmeno il 10% degli “sprechi appena citati. Figurati che mi sono inventato la figura (mutuando l’ambito ministeriale) del consulente senza portafoglio!

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