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Opinioni

Perchè sono diventato un libero professionista del Web.

Oggi, scade il mio periodo di preavviso con l’Adnkronos, società con la quale ho lavorato dal Marzo del 2003, ero un dipendente con un contratto a tempo indeterminato, mi occupavo di I&T.

In questi giorni ho aperto la mia partita iva, ho comunicato i nuovi recapiti personali ad amici e collaboratori, ho contattato i clienti che già seguivo per le loro attività di Seo e Web Marketing, trovando ovazioni e incoraggiamenti.
Il più bello è stato quello di Alle, di una azienda padovana, che mi ha detto con divertimento: “spero di aiutarti a crescere professionalmente e a rimpizzarti il conto in banca!

Ottimo, no?

Lavorare come dipendente e per giunta di una grande azienda, non mi dava assolutamente più stimoli, probabilmente anche fare le stesse identiche cose da quasi sette anni (senza contare che lavoro in questo campo dal 1997!) senza un minimo di prospettiva di crescita professionale – rischiesta al mio responsabile e mai compresa – ha dato la spinta necessaria nel valutare concretamente questa possibilità. Per alcuni coraggiosa, per altri rischiosa, ma cosa c’è di certo nella vita?

Può passare un auto con il rosso mentre torno a casa da mia moglie e miei due magnifici figli e buum, anche questa sera, così addio sogni di gloria e tranquillità platinata di merda.

Anche i miei figli hanno avuto un ruolo importante nella mia scelta, volevo tornare a casa e stare con loro, soddisfatto di come avevo fatto fruttare la giornata, perchè ritengo che ogni giorno deve essere usato per aggiungere un tassello a quello che siamo e per chi ci è vicino.

Sfortunatamente questi tasselli erano stati nascosti dalle mie giornate.

Volevo che semmai il buon Dio, mi desse la possibilità di veder crescere i miei figli, loro vedessero che il loro padre,  magari anche rischiando,  si è dato da fare per aggiungere tasselli per se e per gl’altri.

Senza tralasciare che ora finalmente potrò gestire le mie priorità e affascinarmi e studiare e approfondire e testare e provare e magari sbagliare per poi trovare le soluzioni ma in un lavoro che mi piace fare.

In questi anni ho colto le occasioni che mi capitavano per approfondire le tematiche del lavoro che volevo fare, per studiare e per testare gli argomenti trattati. (ringrazio per questo Luca, Giorgio, Robin e Enrico)

Ad entrare prepotentemente sulla bilancia delle decisioni è intervenuto il network di  ISayBlog, (Angelo, David, & co.) che mi hanno proposto di diventare il loro Seo Specialist. Io che volevo proprio fare questo lavoro, come potevo dire di no a 43 blog monotematici, 5.000.000 di visite uniche al mese con quasi 10.000.000 pagine viste mensilmente? Giammai!

Ciliegina sulla torta è stata una frase di Alex, catturata svolazzande nell’aria, che  rivolgendosi a Ralph, più o meno diceva così: “siamo un’azienda 2.0!

La frase di per se poteva essere anche banale, ma rimanete voi insensibili davanti a questo omone con gli infradito ai piedi, un paio di pantaloncini e lo sguardo di chi sa esattamente quello che sta dicendo.

Per un attimo ho avuto l’impressione di stare nella Silicon Valley, mancava il biliardino e avrei potuto tranquillamente scambiare emisferi.

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Chiarire i costi di spedizione fa aumentare le vendite on line.

Un’interessante ricerca di Forrester Research chiamata “The State Of Retailing Online 2009: Merchandising Report” ha evidenziato che maggiori informazioni sulla spedizione compreso in dettaglio quando aspettarsi la consegna del bene acquistato online, fa aumentare la probabilità di acquisto da parte dell’utente.

“I dettaglianti sono ben consapevoli che in un momento di crisi, fornire ai clienti le informazioni sul ricarico dovuto alla spedizione prima che concluda l’acquisto è un modo per evitare che fugga dal negozio online quando deve trasformare la volontà in reale acquisto”, commentano gli analisti di Forrester.

Ecco in percentuale le priorità che si sono evidenziate:

  • Ridisegnare il processo di chiusura dell’acquisto: 79%
  • Chiarire i dettagli di spedizione e di imballaggio, prima della partenza effettiva del prodotto è una chiave per prevenire l’abbandono carrello. Uno studio del 2005 sempre di Forrester, si era rilevato che oltre la metà dei consumatori che avevano lasciato i loro articoli nel carrello era dovuto al fatto che non volevano pagare le spese di spedizione, e quasi altrettanti segnalavano ai gestore dei siti che il costo totale della spedizione era stato più elevato di quanto previsto.

  • Incrementare i dettagli dei prodotti: 73%
  • I commercianti intervistati dalla Forrester hanno detto che stanno  investendo di più nelle immagini alternative, zoom e gallery.  Inoltre, è in programma di ampliare le informazioni sul prodotto con contenuti generati dagli utenti, quali valutazioni e giudizi.

  • Motore di ricerca interno per i prodotti – 71%
  • Riconoscendo il potere dei primi elementi presenti in una pagina dei risultati di ricerca, i commercianti intervistati hanno osservato che i filtri per la ricerca on-site sono un’altra area di messa a fuoco per loro. La presentazione di prodotti in termini di top-seller o lo status di top rating può produrre risultati forti.  Alcuni rivenditori intervistati hanno inoltre osservato che proprio obiettivo di quest’anno sarà incrementare la capacità di ricerca intera al sito.

  • Home page – 60%
  • L’home page del proprio sito comincia ad avere ormai un effetto valido per gli utenti fideli, non per quelli che approdano al sito tramite motore di ricerca.

  • Ridisegnare le pagine di help / FAQs – 35%
  • Chiarire i dettagli, chiarire singole componenti dei prodotti che si vendono, aiuta a incrementare l’interesse verso il prodotto.

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