Opinioni

5 consigli per fare Link Building .

In questi giorni Marco Salvo ha pubblicato un post a due mani con Massimiliano Del Rosso, in cui raccontano come in quindici giorni sia stato possibile fatturare 5000€ tramite servizi di Link Building. Tutto assolutamente vero, il mercato della Link Building è vivo e vegeto nonostante le maggiori attenzioni di Google . La Link Building è viva e lotta insieme a noi, direbbe qualcuno.

Ma, con questo mio post, vorrei solamente far riflettere attentamente e dare strumenti di analisi a chi avendo letto l’articolo creda che sia una questione di compravendita e stop, assolutamente nulla è come sembra in questo caso.

Vuoi acquistare link quando sai che Google ci fa molta attenzione a questi aspetti? Sai che la Link Earning è un’attività che spacca le tempie e non sempre porta a quanto sperato? Allora fai attenzione almeno a questi 5 aspetti quando ricevi un’offerta per dei link.

  1. Ci scambiamo un link? Dico davvero, ho letto in giro che c’è ancora gente che chiede scambi link come se Michael Jordan fosse ancora in attività e in TV passano Beverly Hills. Funzionava quando Larry Page aveva i brufoli, oggi assolutamente no. Voto: 1
  2. Valuta l’offerente come è visto da Google. Vuoi acquistare un  link da sito X e per invogliarti ti mostra DA e PA (Domain Autority e Page Autority forniti da Moz). Aspetta a fargli il pagamento con Paypal, prima fai un piccolo test: prendi un pò di testo di qualche articolo recente pubblicato su quel sito e cercalo su Google. Se esce come primo risultato, ok, punto a favore. Se invece non esce con diversi articoli dei più recenti, allora stagli alla larga. Voto: 2
  3. Sito a tema? E’ ovviamente da scegliere sempre un sito che sia a tema con la propria identità, se hai un ecommerce di scarpe da ginnastica va benissimo un sito che tratta di Running. Se hai  un sito che tratta di Auto, che ci fai un link che proviene da un sito di Cucina Vegana? Voto: 4
  4. Siti generalisti, ce n’è per tutti. Sono quelli che vanno per la maggiore ultimamente, siti che hanno talmente tante categorie trattate che ci si può trovare la guida per scegliere il parrucchiere più cool di Milano fino a come cambiare la lettiera del proprio gatto. Voto: 5
  5. Siti abbandonati. Fate attenzione alla data di pubblicazione dei post, se tra un articolo e l’altro sono passati mesi, il dubbio che sia un sito abbandonato dalla redazione come da Google, fatevelo venire. Voto: 2
  6. Bonus. Non doveva esserci il punto 6, ma scrivendo mi è venuto in mente un’altro tipo di sito: il droppato. Si tratta di domini scaduti con buone/alte metriche che sono stati recuperati e usati per fare Link Building. Fate attenzione al profilo di backlink che ricevono (tramite Ahref o Majestic), ho usato per dei test domini con DA mostruosi, ma che erano frutto di attività black spintissima e sono finiti per essere penalizzati. Da un’azione di spinta per il proprio sito web, può diventare un’azione di negative seo. Voto: 1
Hai letto questo articolo?   Si può fare un E-Commerce con meno di 1000 euro?

Invece per la questione link follow o non follow, vi rimando ad un altro post di qualche tempo fa. Ma se invece siete di quelli che “la link building non serve”, cambiate mestiere.

Alessandro Giagnoli
Digital Marketing Expert da oltre dieci anni. Sono il Web Project Manager per MovingUp Srl. Sono docente e relatore per eventi sulle tematiche legate al Web Marketing.

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